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giovedì 5 febbraio 2026

In ricordo di Bepi Tomai

 "Lo sviluppo dell'Enaip Lombardia nel quadriennio 1987- 1981" è il titolo di un contributo pubblicato nel volume "La formazione professionale in uno sguardo di futuro. Il progetto, i saperi, la passione nel ricordo di Bepi Tomai"  a cura di Renzo Salvi, ricco di numerose collaborazioni. "Un documento video e il suo copione", realizzati da Costantino Corbari, sono i materiali che si propongono alla lettura.

Porre al centro della formazione le persone. Costruire una esperienza umana basata sulla solidarietà. Sviluppare la vocazione professionale degli individui. Questa è la formazione professionale per Enaip Lombardia. Differente dagli altri stili educativi. Un sistema estremamente vario per metodologie, iniziative, pratiche, che punta a coniugare il continuo miglioramento tecnologico con la centralità delle persone nel lavoro.

Con il passare del tempo le strutture si sono trasformate e la formazione si è aggiornata adeguandosi ai bisogni delle persone, del lavoro e delle imprese. Oggi il mondo della formazione professionale Enaip si presenta con una grande varietà di proposte, di tecniche, di attività. Comprende corsi di prima formazione rivolti ai giovani adolescenti, percorsi di formazione superiore con forte valenza innovativa, iniziative per soggetti deboli (disabili, immigrati, emarginati), interventi di formazione sul lavoro.
Nel 1991, in vista del XVIII Congresso nazionale delle Acli (Sviluppare la solidarietà, riformare le istituzioni nell’Europa dei cittadini, Roma 4-8/12/1991, presidente Giovanni Bianchi), l’Enaip Lombardia decide di fermare su nastro i quattro anni del suo cammino, percorsi tra un’assise e l’altra. La sede regionale è in via Ventura, in una struttura industriale dismessa, nel cuore del quartiere milanese di Lambrate.

domenica 10 agosto 2025

Labour Film Festival, XXI edizione 2025

Cinema e lavoro, dal 1 settembre torna il Labour Film Festival giunto alla ventunesima edizione. 31 opere filmiche, tra cortometraggi, documentari e fiction e uno spettacolo teatrale, dedicati ai temi del lavoro, dell’ambiente e del sociale. Un'iniziativa di Cisl Lombardia e Acli Regionale con il Cinema Rondinella di Sesto San Giovanni 

Ventunesima edizione per il Labour Film Festival, la rassegna dedicata all’incontro tra cinema e lavoro promossa da Cisl e Acli Lombardia con il Cinema Rondinella, che quest’anno si terrà dal 1 settembre al 9 ottobre. Il primo nato in Italia e uno dei più importanti nel panorama europeo. (vedi le locandine)
I focus della ventunesima edizione sono molteplici, in particolare: l’esperienza del lavoro di relazione e della cura della persona, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri e con la disabilità; il rapporto tra produzione e impatto sull’ambiente; le lotte e le ingiustizie nel mondo del lavoro.
Numerose e interessanti le proposte. Un programma caratterizzato dall’indagine sulle molteplici relazioni tra l’uomo e il mondo del lavoro: lo sfruttamento dei giovani rider migranti in La storia di Souleymane di Boris Lojkine; il magmatico universo della cucina e della ristorazione di Aragoste a Manhattan di Alonso Ruizpalacios; vocazione e difficoltà del mestiere dell’insegnante in Guida pratica per insegnanti di Thomas Lilti; il complicato ruolo dell’agente carcerario in Sons di Gustav Moller; la dedizione incrollabile di un’infermiera che lavora in un ospedale sotto organico in L’ultimo turno di Petra Volpe.

domenica 27 luglio 2025

La collaborazione con Sandro Antoniazzi

Pochi giorni fa ci ha lasciato all'età di 85 anni Sandro Antoniazzi. Figura storica della Cisl milanese, nella quale ha militato dal 1958. Collaboratore di Pierre Carniti alla Fim, il sindacato dei metalmeccanici, è entrato nella segreteria della Cisl di Milano nel 1973, divenendo segretario generale nel 1979 fino al 1988, quando è stato chiamato alla guida della Cisl Lombardia. Incarico che ha coperto fino al 1992, quando ha lasciato il sindacato per ricoprire numerosi altri incarichi nella realtà milanese.

Ho incontrato Sandro in più occasioni, ma in particolare ho avuto modo di collaborare con lui nel periodo in cui ha guidato la Cisl regionale, ricoprendo il ruolo di responsabile dell'Ufficio stampa lombarda. In quel periodo Antoniazzi ha dato vita alla rivista "Politica e amicizia" insieme al segretario della Cgil Riccardo Terzi. Un trimestrale di approfondimento sindacale, polittico e culturale arricchito da numerosi contributi e dalle immagini del grande fotografo Uliano Lucas.
Antoniazzi ha scritto tantissimi libri su temi sindacali e sociali. Mi piace ricordare la sua "Lettera alla classe operaia" del 1983 e "Cambia il lavoro, cambia il sindacato. Venticinque anni dopo lettera alla classe operaia". Recentemente insieme abbiamo pubblicato il volume "Lavoro e cristianesimo" edito da Jaka Book nel 2019.


giovedì 12 settembre 2024

Recuperi. Un articolo del 2008 sul quotidiano della Cisl

Il lavoro nel cinema. Una interessante iniziativa della Cisl Lombardia che sul proprio portale pubblica schede annuali sulle migliori pellicole

Conquiste del lavoro 16/17 - 2 - 2008

“Dimenticati da tutti”. Il grido di dolore degli operai della ThyssenKrupp è esploso con forza da Torino. Molti lo hanno raccolto e rilanciato. Alcuni ne hanno approfittato per un rapido e assolutorio atto di pentimento. I mezzi di comunicazione, il mondo della cultura, i protagonisti dello spettacolo hanno insistito sull’improbabile riproposta di una centralità operaia vecchio stampo. “Ci sono, eccome, gli operai. Ancora a milioni, ma sono trattati come se fossero quattro gatti”, afferma il regista Ugo Gregoretti, autore tra l’altro, nel 1969, del film “Apòllon una fabbrica occupata”.
Certo, gli operai sono rimasti lì, al loro posto di lavoro, a impegnarsi come sempre. Ma non sono più gli stessi di allora, è l’organizzazione produttiva, sono le fabbriche che sono cambiate. E’ il lavoro che non è più l’icona industriale che molti ancora immaginano.

martedì 3 settembre 2024

"Labour Film Festival”, il lavoro narrato attraverso il cinema. Di Christian Cabello - 3 Settembre 2024

L'incontro tra cinema e tematiche del mondo del lavoro nella ventesima edizione del "Labour Film Festival" descritto a Interris.it da Costantino Corbari, uno dei coordinatori dell'iniziativa


Il cinema, per tutta la storia contemporanea e fino ai giorni nostri, con il suo linguaggio universale in grado di superare ogni barriera sociale e culturale, è sempre stato uno strumento fondamentale per narrare la situazione sociale e le problematiche di ogni tempo.
Tra i temi di carattere sociale a cui il cinema ha dato e da un grande contributo, figurano indubbiamente il lavoro in ogni sua declinazione, i rapporti sindacali e, soprattutto, la condizione dei lavoratori. 

martedì 26 aprile 2022

"Il lavoro che fece la Cisl". Disponibile il Pdf del libro

Se sei interessato alla lettura, è disponibile il Pdf integrale del volume, che  racconta le vicende della nascita e del consolidarsi della struttura regionale della Cisl Lombardia

Clicca qui

“Lavoratori lombardi. Nei giorni 22 e 23 novembre 1973 a Milano presso il Teatro dell’Arte si svolgerà il 1° Congresso della Unione sindacale regionale Cisl della Lombardia”. Si apre così il manifesto di convocazione delle prime assise della nuova struttura sindacale cislina. E’ l’avvio di una avventura che è vissuta di conquiste e delusioni, successi e arretramenti. Una avventura che prosegue ancora oggi con convinzione.

mercoledì 10 febbraio 2021

Ricordo di Franco Marini nei racconti dei cislini lombardi

Il 9 febbraio 2021 è morto a 87 anni Franco Marini. I mezzi di comunicazione lo hanno celebrato ricordando i suoi molti ruoli da segretario generale della Cisl a presidente del Senato, ministro del Lavoro, segretario del Partito popolare italiano ed europarlamentare. Lui, però, amava definirsi "sindacalista".

I cislini lombardi non sempre lo hanno amato, ma con lui i rapporti sono stati intensi e costruttivi. Di seguito alcune testimonianze di dirigenti che con lui hanno percorso un pezzo di storia della Cisl.

“…il ruolo del pubblico impiego nella Cisl di Como e in Lombardia era assolutamente marginale rispetto alla realtà preponderante dell'industria. A livello nazionale invece la Federpubblici era una categoria importante. Il leader nazionale era Franco Marini, dipendente della Cassa per il mezzogiorno”.

mercoledì 4 novembre 2020

Gli anni caldi della Cisl in Lombardia 6

Pubblicazione realizzata in occasione dell'Assemblea programmatica e organizzativa della Fnp Cisl Lombardia, 20.21 ottobre 2015. Materiali preparatori del volume "Impegno e passione", Bibliolavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2016. In questa parte 6 (di 6): Rapporti con la politica, i governi di unità nazionale, Idee e valori che restano.

Rapporti con la politica, i governi di unità nazionale 

La maggior parte dei dirigenti lombardi che hanno scelto la Cisl negli anni precedenti all'au­tunno caldo aveva in tasca la tessera della De, più variegati i riferimenti partitici per quelli arrivati nella fase successiva. Tutti, però, senza alcuna differenza, assicurano di avere difeso con convinzione l'autonomia della Cisl dalle interferenze della politica. Semmai, qualche in­terferenza potrebbe esserci stata ai livelli più alti. I più affermano di non avere subito perso­nalmente alcuna forma di pressione. Bastano poche testimonianze, tanto sono simili l'una all'altra. 

"Sono sempre stata iscritta alla Democrazia cristiana e poi a tutto quello che si è succe­duto fino ad oggi al Pd, però ho sempre avuto ben chiara la differenza tra sindacato e partito, non mi sono mai sentita condizionata e non ero una moderata. Certo ci si confrontava, ma ritengo che a Milano interventi significativi dei partiti sulla Cisl non ci siano mai stati". (Alber­ti) 

martedì 3 novembre 2020

Gli anni caldi della Cisl in Lombardia 5

Pubblicazione realizzata in occasione dell'Assemblea programmatica e organizzativa della Fnp Cisl Lombardia, 20.21 ottobre 2015. Materiali preparatori del volume "Impegno e passione", Bibliolavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2016. In questa parte 5 (di 6): Gruppi extraparlamentari, Terrorismo.

Gruppi extraparlamentari

Durante il periodo delle grandi contestazioni e poi dell'autunno caldo si presentano sulla sce­na politica e nei luoghi di lavoro nuovi soggetti che fanno del radicalismo sociale, politico e rivendicativo il loro tratto distintivo. Inizialmente davanti ai cancelli delle fabbriche arrivano gruppi di studenti lanciando lo slogan "studenti, operai uniti nella lotta", poi però il movi­mento studentesco si politicizza sempre di più lasciando spazio ai gruppi extraparlamentari da Lotta comunista a Servire il popolo, da Avanguardia operaia a Lotta continua a Potere operaio e via dicendo. 
Contemporaneamente nel Paese emerge lo spettro del terrorismo, quello nero stragista e quello delle Brigate rosse, che pretendono con le loro azioni criminali di rappresentare la punta più avanzata del movimento operaio. I lavoratori, seppure con qualche iniziale incer­tezza, sapranno respingere questa pretesa.

lunedì 2 novembre 2020

Gli anni caldi della Cisl in Lombardia 4

Pubblicazione realizzata in occasione dell'Assemblea programmatica e organizzativa della Fnp Cisl Lombardia, 20.21 ottobre 2015. Materiali preparatori del volume "Impegno e passione", Bibliolavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2016. In questa parte 4 (di 6): Si amplia la contrattazione, cambiano i contenuti. Risposte padronali 

Si amplia la contrattazione, cambiano i contenuti

L'azione sindacale nei primi anni Settanta prosegue intensa. La contrattazione aziendale è ormai un patrimonio diffuso che investe anche le aziende più piccole e ambiti che fino ad allora ne erano stati esclusi. Ovunque nascono i nuovi consigli di fabbrica che sostituiscono definitivamente le commissioni interne. I delegati imparano a guidare le vertenze. Parte la stagione delle "riforme" della casa, della sanità, delle pensioni, mentre la contrattazione esce dai ristretti confini della fabbrica per occuparsi dei bisogni dei lavoratori sul territorio. Si avviano le vertenze per gli asili nido, le mense interaziendali, i trasporti, le scuole profes­sionali, le 150 ore. 

"Nei primi anni Settanta nella contrattazione si inseriscono nuovi temi fra cui le 150 ore, l'l% del monte salari da utilizzare per gli asili nido e le mense aziendali. Altro tema che si stava affermando era quello dell'ambiente di lavoro e della sicurezza. Nel contratto del 1973 si pose anche il tema dell'informazione sulle prospettive dell'impresa.

sabato 31 ottobre 2020

Gli anni caldi della Cisl in Lombardia 3

Pubblicazione realizzata in occasione dell'Assemblea programmatica e organizzativa della Fnp Cisl Lombardia, 20.21 ottobre 2015. Materiali preparatori del volume "Impegno e passione", Bibliolavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2016. In questa parte 3 (di 6): Unità sindacale, La Cisl rischia di dividersi, Lo Statuto dei lavoratori.

Unità sindacale 

C'è un clima nuovo nei luoghi di lavoro. Le lotte si fanno insieme, c'è voglia di cambiamento, si costruisce l'unità. Ovunque è un fiorire di iniziative unitarie, ogni vertenza aziendale, ogni battaglia per il rinnovo di un contratto nazionale viene condotta sotto le insegne di Cgil, Cisl e Uil. La Lombardia si muove decisa lungo questa strada, si superano antichi contrasti, diffiden­ze. Anche nelle aree di maggiore resistenza vince la spinta alla costruzione di un sindacato unitario. 

"L'idea dell'unità era molto sentita. La nostra era una generazione nuova, che non ave­va vissuto le scissioni e ci sembrava ovvio muoverci unitariamente, i problemi erano gli stessi, non vedevamo grande differenze". (Vallini)

giovedì 29 ottobre 2020

Gli anni caldi della Cisl in Lombardia 2

Pubblicazione realizzata in occasione dell'Assemblea programmatica e organizzativa della Fnp Cisl Lombardia, 20.21 ottobre 2015. Materiali preparatori del volume "Impegno e passione", Bibliolavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2016. In questa parte 2 (di 6): Il vento del cambiamento soffia anche in casa Cisl.  

Il vento del cambiamento soffia anche in casa Cisl

E qualcosa di nuovo si va costruendo anche dentro la Cisl. Si deve cambiare la società cam­biando se stessi, il modo di fare sindacato, innovando lo spirito che anima l'azione di ope­ratori e dirigenti. Mentre crescono le battaglie unitarie, un tema è particolarmente sentito dentro la confederazione: quello dell'autonomia e dell'incompatibilità tra cariche sindacali e cariche politiche. La Cisl in quel momento conta una nutrita componente di sindacalisti eletti in Parlamento nelle file della Democrazia Cristiana, oltre a tantissimi dirigenti con incarichi nelle amministrazioni locali e negli enti pubblici. E' tempo di dire basta a questa situazione. Il confronto dentro l'organizzazione si fa aspro. I primi a muoversi sono i giovani.

"Il congresso del '69 ha sancito definitivamente la separazione tra attività sindacale e influenze della politica. L'incompatibilità era partita ancora prima. Ricordo un episodio, pen­so fosse il '64, ci avevano invitato per un dibattito con un ragazzo della Firn e una ragazza della Fuci: siamo andati in via Conciliazione nella sede della Fuci e abbiamo fatto un volanti­no.

martedì 27 ottobre 2020

Gli anni caldi della Cisl in Lombardia 1

Pubblicazione realizzata in occasione dell'Assemblea programmatica e organizzativa della Fnp Cisl Lombardia, 20.21 ottobre 2015. Materiali preparatori del volume "Impegno e passione", Bibliolavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2016. In questa parte 1 (di 6): Fedeli alla Cisl, Coloro che hanno fatto la Cisl. 

Fedeli alla Cisl

"Non ero convinto, ma se l'organizzazione aveva deciso io sostenevo la scelta della Cisl". "Non ero d'accordo sul percorso di scioglimento della Fim che si stava realizzando per co­struire il sindacato unitario. Però non ho mai contestato questa scelta perché la mia lealtà nei confronti del gruppo e della cordata era assoluta". "Quando l'organizzazione nazionale proclama uno sciopero noi possiamo avere tante idee nella nostra testa, ma quello deve essere sostenuto, poi eventualmente si possono contestare le scelte ed esprimere le nostre ragioni". 
Fedeli alla Cisl, all'organizzazione, alle sue scelte, anche quando non sono capite o condivise. Una fedeltà da non confondere, però, con l'opportunistico schierarsi dietro i gruppi dirigenti. Siamo a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, gli anni caldi del sindacato italiano.

giovedì 15 ottobre 2020

Una favola che dura ancora

"Gli Otp. Ovvero, analisi semiseria di duemila anni di storia sindacale". Saggio pubblicato sui Quaderni dell'Osservatorio sindacale, Milano, 1997

C'erano una volta,... 

e ci sono ancora, uomini e donne che ad un certo punto della loro esistenza si accorgono che le condizioni in cui vivono non gli vanno più bene e decidono di cambiarle. Per cambiare, però, non partono per Puerto Escondido, non aprono una birreria sulle rive del Topomac, non si convertono al pensiero del Sai Baba. No, non sono tipi di questo genere, a loro piace organizzarsi, mettersi alla testa, lottare, cambiare insieme, insomma: amano farlo in gruppo, in bella compagnia! 

Chi sono? Innanzitutto non ci si deve fare ingannare dalle apparenze, non dobbiamo pensare a chissà quali mostri strani. In realtà, scorrendo il loro identikit, scopriamo che sono simili a molti altri piccoli borghesi che incontriamo nelle code lungo le strade, sulla Mi-Ve, Mi-To, Mi-Laghi, Tangenziale Est, Tangenzialina,

martedì 8 settembre 2020

Contrattazione degli orari nel tessile

Breve saggio pubblicato nel volume "Lavorare di domenica. Esperienze della Filta Cisl Lombardia", Contributi 31, Edizioni Lavoro, Roma, 1988

Tempo libero. Tempo di lavoro. Una contrapposizione che non ha più senso.

Il lavoro è ormai un bene prezioso e scarso e come tale deve essere diviso. Eppure, fino a non molti anni fa, la battaglia sinda­cale per la riduzione dell’orario di lavoro era basata essenzialmente sulla richiesta di poter disporre di più tempo «per vivere» e non per creare nuova occupazione. In questa impostazione erano pre­senti però forti limiti e negli anni successivi si sono dovute cercare altre vie più produttive.

E tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, che si sviluppa nella politica contrattuale del sindacato tessile la strada della riduzione dell’orario settimanale di lavoro quale stru­mento per difendere l’occupazione. Nel 1972 si raggiungono final­mente le 40 ore. 

lunedì 3 agosto 2020

CESARE REGENZI - Filca, Cisl - Brescia, Lombardia, nazionale

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Impegno e passione. Gli anni caldi della Cisl in Lombardia”, di Costantino Corbari, BiblioLavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2016

 

Sono nato l'8 settembre 1942 a Provaglio d'Iseo, sono cresciuto in città a Brescia e sono tornato lì più tardi. Sono figlio di contadini, i miei lavoravano un po' di terra, poi sono diventati gestori di una trattoria, quindi fruttivendoli. La mia è stata una formazione cattolica anche se mia madre era esplicitamente socialista, mio padre anche, ma molto meno deciso. Mio padre era del ‘16, aveva fatto sette anni di militare e soprattutto nel dopoguerra, quando ero ragazzino, era disamorato di tutto. Col tempo piano piano ha ripreso a pensare e anche a impegnarsi. La famiglia era sostanzialmente socialista e di formazione cattolica. I salesiani e l'osteria sono stati e miei luoghi di formazione. Soprattutto in trattoria la frequentazione era ampia, era in una zona di Porta Venezia. Al mattino alle cinque arrivavano gli operai della Wuhrer a bersi il grappino e si chiudeva all'una di notte.

sabato 1 agosto 2020

GIANNI QUOLIBETTI - Flaei – Milano, Lombardia

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Impegno e passione. Gli anni caldi della Cisl in Lombardia”, di Costantino Corbari, BiblioLavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2016

 

Sono nato il 28 aprile del 1944 a Premia, allora in provincia di Novara, oggi nella provincia di Verbania Cusio Ossola. Sono diplomato geometra frequentando la scuola serale.

La nostra era una famiglia religiosa, mia mamma moltissimo, mio papà pure anche se in un suo modo molto riservato. Io ho avuto una educazione religiosa. Mio papà ha fatto il servizio militare durante la seconda guerra mondiale, ma per una disavventura accaduta subito all'inizio in uno scontro con i francesi è finito in ospedale e ha evitato tutte le peggiori vicende successive. Alla fine della guerra ha ripreso il suo lavoro, faceva i turni in una centrale idroelettrica. 

venerdì 31 luglio 2020

MELINO PILLITTERI - Cisl – Pavia, Rovigo, Brescia, Lombardia

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Impegno e passione. Gli anni caldi della Cisl in Lombardia”, di Costantino Corbari, BiblioLavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2016

 

Sono nato il 12.10.1929 a Vercelli dove ho fatto dalle elementari al liceo classico poi mi sono iscritto a Torino in università a Chimica industriale. Dopo tre anni, avevo vent'anni, ho lasciato chimica e mi sono iscritto a legge, ma mi sono laureato quando avevo quarant'anni ed ero già segretario generale della Cisl di Brescia. Durante le vacanze estive del 1950 a Vercelli, in occasione della festa di Sant'Eusebio, il patrono della città, il 1° agosto, in piazza ho incontrato Idolo Marcone con cui avevo fatto la campagna elettorale del 1948 per Giulio Pastore. Pastore allora era il segretario organizzativo della Dc ed era responsabile della campagna elettorale del collegio Torino Vercelli Novara. In quell'occasione Marcone mi ha proposto di andare a fare il sindacalista. Io vengo da una famiglia cattolica, frequentavo l'Azione cattolica, quand'eravamo ragazzi papà e mamma prima di prepararci la colazione andavano a messa.

giovedì 30 luglio 2020

SAVINO PEZZOTTA 1 - Filta, Bg - Cisl Bg, Lombardia, nazionale

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Impegno e passione. Gli anni caldi della Cisl in Lombardia”, di Costantino Corbari, BiblioLavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2016


Mio padre non è più tornato a casa. Lui è uno dei 600.000 soldati che si sono rifiutati di fare la guerra e di aderire alla Rsi. È morto in Polonia. Lì ho ritrovato il suo corpo solo pochi anni fa. La mia è naturalmente una famiglia antifascista, mio nonno era partigiano… Mai accettata nessuna dittatura; la mia vera ideologia è antifascista. Per il resto apolide per tutta la mia vita.

Io sono nato a Bergamo il giorno di Natale del ‘43. Mia madre poco tempo dopo si è risposata, con l’uomo che per tutta la vita ho chiamato papà.

I mei abitano a Rosciate. Figlio unico di una famiglia normale di allora. Mia mamma operaia tessile alla Honegger. Mio papà, lavoratore edile, clandestino in Svizzera per lavorare.

Faccio le elementari, e poi vado subito a lavorare: a 11 anni sono in una piccola officina a Rosciate, a 15 operaio tessile alla Reggiani di Bergamo.

mercoledì 29 luglio 2020

GIGI PEREGO - Flerica, Milano – Cisl, Lombardia, Monza

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Impegno e passione. Gli anni caldi della Cisl in Lombardia”, di Costantino Corbari, BiblioLavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2016

 

Sono nato il 22 gennaio 1942 a Seregno, ho frequentato la terza media e molti corsi di formazione alle Acli, all'Azione cattolica e il corso di perfezionamento al Centro studi Cisl di Firenze, tramite Vito Scalia, nel periodo in cui ero responsabile nazionale dei giovani della Cisl. Era il 1967, i docenti erano Mario Romani, Sergio Zaninelli, Guido Baglioni, Luca Borgomeo. La mia era una famiglia operaia e ho perso il papà a sette anni, la mamma lavorava al Cotonificio Dell'Acqua a Seregno. Era una famiglia molto religiosa, in modo particolare mia mamma. Io ho fatto per diversi anni il chierichetto.