venerdì 16 gennaio 2026

Don Livio Milani, il libro

“Si viveva sempre sul chi va la. Il sottoscritto aveva sempre pronti vestiti borghesi e documenti per poter espatriare in qualsiasi momento”. “Se non la prigione, ma quasi tutti avremmo qualcosa da narrare per ricordare la sparizione per qualche giorno dalla nostra abituale attività pastorale per rimanere nascosto presso qualche Santuario o qualche Convento finché la tempesta fosse passata”. (testimonianza di don Livio Milani)

Un prete nella Resistenza
Tra la caduta del fascismo, la notte del 25 luglio, e l’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre 1943, in Italia si vive un momento di grande incertezza. Molti si interrogano sul che fare. L’occupazione nel Nord d’Italia da parte delle armate naziste, con l’appoggio della Repubblica sociale di Salò, spinge molti ad agire e ad organizzare le prime forme di resistenza.

L’obiettivo delle forze che guidano la lotta è quello di riaccendere nel popolo italiano lo spirito della propria dignità e della sua indipendenza. Bisogna impedire il trasferimento degli operai in Germania, salvaguardare dallo smantellamento le capacità produttive e industriali, cacciare gli occupanti e allacciare rapporti con le Forze Alleate: costruire una nuova Italia libera e democratica.

mercoledì 31 dicembre 2025

Presentazione: Don Livio Milani, un prete nella Resistenza

Presentazione della pubblicazione dedicata a don Livio Milani, un prete nella Resistenza, ribelle per amore. A partire dal 1940, prima coadiutore e quindi parroco di Baranzate. 
Sabato 17 gennaio 2026, ore 15, Baranzate

La figura di don Livio Milani appartiene a quella schiera silenziosa e determinata di donne e uomini che, negli anni più bui della nostra storia, seppero opporsi alla violenza e alla sopraffazione non per vocazione eroica, ma per profonda fedeltà alla propria coscienza.
La sua vita – intrecciata con la storia della nostra comunità, con le sue paure, le sue speranze, le sue ferite – racconta come anche un piccolo paese possa diventare luogo di coraggio e di libertà.
Giunto a Baranzate appena ordinato sacerdote, don Livio trovò una comunità semplice, raccolta attorno ai ritmi della terra e al lavoro della fabbrica, ma già attraversata dai venti della guerra. Fu in quel contesto che il giovane prete scelse la via dell’impegno: un impegno sobrio, mai ostentato, profondamente radicato nel Vangelo e nel valore supremo della dignità umana.
Con la forza mite dei giusti, contribuì a salvare vite, a difendere perseguitati, a organizzare la resistenza civile e armata, a tenere unito un territorio che la paura avrebbe potuto dividere. La sua casa divenne il centro del Comitato di Liberazione di Bollate; la sua rete di relazioni e di fiducia rese possibile un’azione coraggiosa a difesa degli operai della Leon Beaux, dei giovani renitenti, degli ebrei minacciati. (dalla prefazione di Luca Elia, sindaco)

martedì 14 ottobre 2025

Recuperi. 50mila infermieri

Ne mancano 50mila, ma li importiamo dall'estero. Ma si tratta di una professione che molti non vogliono più fare. Salari inadeguati rispetto ai compiti
Corriere Lavoro, Corriere della sera, Anno 11, numero 32, 1.10.2004

Nel rapporto operatori-cittadini il nostro Paese è la maglia nera dell'Europa

Maggiore dignità profes­sionale e un giusto rico­noscimento economico. E' un grido forte e com­pito quello che esprime i sentimenti più diffusi tra gli infermieri italiani, in gran parte donne. E' ima voce carica di rammarico per una condizione professionale non compresa né valorizzata a pieno. Reparti chiusi, servizi sottoutiliz­zati, corsie deserte sono la con­creta conferma e la drammatica conseguenza: nella sola Lombar­dia mancano circa 8 mila infermie­ri. Il problema, più sentito nelle regioni del Nord, è nazio­nale e le stime variano da 20 a 40-50 mila posti non coperti. Il nostro Paese vanta il più basso tasso di infermieristica per numero di abitanti in Europa contro il più alto tasso di medici.

giovedì 18 settembre 2025

Recuperi. Il contratto salvaposti

Si chiama contratto di solidarietà. E' la formula salvaposti inventata per allontanare i licenziamenti. Meno orario e meno salario. Aspettando la ripresa
Corriere Lavoro, Corriere della sera, Anno 1, numero 9, 8.4.1994

Che cosa sono e come funzionano i contratti anticrisi
La ricetta salvaposti è la solidarietà

Salvare posti di lavoro, garantirsi la professionalità del personale, ridurre i costi. Sono le opportunità offerte a dipendenti e imprese dai contratti di solidarietà. Sempre più sfruttate. Le aziende che vi hanno fatto ricor­so sono oltre 400. Le persone coinvolte quasi 50 mila.
La formula è piuttosto semplice. Si tratta di ridurre l'orario di lavoro con conseguente riduzione percentuale del salario a un certo numero di lavoratori, per salvare una quota di posti di lavoro aspettando la ripresa. Il tutto sancito da accordo sindacale.
Nati nel 1984 per af­frontare i massicci pro­cessi di ristrutturazione avviati in quegli anni dall’industria italiana, ebbero un’accoglienza piuttosto fredda. Per le imprese non erano pre­visti incentivi e il sinda­cato stava vivendo una stagione di profonda di­visione. Alcune intese furono firmate, partico­larmente nel tessile, ma senza l’intervento delle associazioni imprendito­riali e con scarso entu­siasmo. Ben presto i contratti di solidarietà furono dimenticati.

sabato 13 settembre 2025

Bz 308, vanto degli operai della Breda

Presentato al Labour Film Festival 2025 il documentario di Massimo Romagnoli e Costantino Corbari che racconta la storia del BZ 308, un quadrimotore tutto italiano costruito subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, vanto degli operai della Breda aeronautica di Sesto San Giovanni

La produzione di aerei alla Breda inizia nel primo dopoguerra e dura fino a tutta la seconda guerra mondiale, con esemplari prevalentemente destinati al settore militare. Per questo, durante il conflitto, tra il 1942 e il 1944, l’azienda viene pesantemente bombardata dagli alleati, fino a quando, il 30 aprile 1944, lo stabilimento sestese è completamente raso al suolo. Nei primi anni ’50, dopo un tentativo di ripartenza, la Breda aeronautica cessa la produzione.
Prima di gettare la spugna, però i lavoratori della Breda, nonostante le distruzioni e le enormi difficoltà a reperire sul mercato i materiali necessari, riescono a progettare e costruire un bellissimo aereo passeggeri: il Breda BZ-308.

domenica 10 agosto 2025

Labour Film Festival, XXI edizione 2025

Cinema e lavoro, dal 1 settembre torna il Labour Film Festival giunto alla ventunesima edizione. 31 opere filmiche, tra cortometraggi, documentari e fiction e uno spettacolo teatrale, dedicati ai temi del lavoro, dell’ambiente e del sociale. Un'iniziativa di Cisl Lombardia e Acli Regionale con il Cinema Rondinella di Sesto San Giovanni 

Ventunesima edizione per il Labour Film Festival, la rassegna dedicata all’incontro tra cinema e lavoro promossa da Cisl e Acli Lombardia con il Cinema Rondinella, che quest’anno si terrà dal 1 settembre al 9 ottobre. Il primo nato in Italia e uno dei più importanti nel panorama europeo. (vedi le locandine)
I focus della ventunesima edizione sono molteplici, in particolare: l’esperienza del lavoro di relazione e della cura della persona, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri e con la disabilità; il rapporto tra produzione e impatto sull’ambiente; le lotte e le ingiustizie nel mondo del lavoro.
Numerose e interessanti le proposte. Un programma caratterizzato dall’indagine sulle molteplici relazioni tra l’uomo e il mondo del lavoro: lo sfruttamento dei giovani rider migranti in La storia di Souleymane di Boris Lojkine; il magmatico universo della cucina e della ristorazione di Aragoste a Manhattan di Alonso Ruizpalacios; vocazione e difficoltà del mestiere dell’insegnante in Guida pratica per insegnanti di Thomas Lilti; il complicato ruolo dell’agente carcerario in Sons di Gustav Moller; la dedizione incrollabile di un’infermiera che lavora in un ospedale sotto organico in L’ultimo turno di Petra Volpe.

domenica 27 luglio 2025

La collaborazione con Sandro Antoniazzi

Pochi giorni fa ci ha lasciato all'età di 85 anni Sandro Antoniazzi. Figura storica della Cisl milanese, nella quale ha militato dal 1958. Collaboratore di Pierre Carniti alla Fim, il sindacato dei metalmeccanici, è entrato nella segreteria della Cisl di Milano nel 1973, divenendo segretario generale nel 1979 fino al 1988, quando è stato chiamato alla guida della Cisl Lombardia. Incarico che ha coperto fino al 1992, quando ha lasciato il sindacato per ricoprire numerosi altri incarichi nella realtà milanese.

Ho incontrato Sandro in più occasioni, ma in particolare ho avuto modo di collaborare con lui nel periodo in cui ha guidato la Cisl regionale, ricoprendo il ruolo di responsabile dell'Ufficio stampa lombarda. In quel periodo Antoniazzi ha dato vita alla rivista "Politica e amicizia" insieme al segretario della Cgil Riccardo Terzi. Un trimestrale di approfondimento sindacale, polittico e culturale arricchito da numerosi contributi e dalle immagini del grande fotografo Uliano Lucas.
Antoniazzi ha scritto tantissimi libri su temi sindacali e sociali. Mi piace ricordare la sua "Lettera alla classe operaia" del 1983 e "Cambia il lavoro, cambia il sindacato. Venticinque anni dopo lettera alla classe operaia". Recentemente insieme abbiamo pubblicato il volume "Lavoro e cristianesimo" edito da Jaka Book nel 2019.


venerdì 10 gennaio 2025

Annuario del lavoro 2024. Cinema e lavoro nei 20 anni del Labour Film Festival

C’è un luogo dove l’arte del cinema e la cultura del lavoro da vent’anni si incontrano per offrire, non solo agli appassionati, occasioni di riflessione su un tema tanto importante per la vita delle persone, insieme all’opportunità di vedere i migliori film e documentari.
Sesto San Giovanni, ex Stalingrado d’Italia, città delle fabbriche ormai decaduta, oggi è un grande agglomerato urbano della periferia milanese. La cultura del lavoro però a Sesto non è morta e molti dei suoi abitanti hanno ricordi legati ai grandi complessi industriali della Falck, della Breda, della Marelli e alle diverse altre piccole e medie imprese che davano lavoro ad oltre 40mila tutte blu.
Tra le tante iniziative che traggono origine da queste profonde radici figura il Labour Film Festival, una rassegna di cinema e lavoro promossa da Acli e Cisl Lombardia con il cinema Rondinella, che quest’anno ha compiuto 20 anni.

Cinema e lavoro. Un binomio inscindibile, formatosi nel 1895, a partire dalle riprese degli operai in uscita dalle officine Lumière di Lione e col tempo cresciuto fino a diventare oltre che racconto ed emozione, impresa culturale e business. Il lavoro come soggetto del cinema e il lavoro di chi il cinema lo realizza.