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martedì 14 ottobre 2025

Recuperi. 50mila infermieri

Ne mancano 50mila, ma li importiamo dall'estero. Ma si tratta di una professione che molti non vogliono più fare. Salari inadeguati rispetto ai compiti
Corriere Lavoro, Corriere della sera, Anno 11, numero 32, 1.10.2004

Nel rapporto operatori-cittadini il nostro Paese è la maglia nera dell'Europa

Maggiore dignità profes­sionale e un giusto rico­noscimento economico. E' un grido forte e com­pito quello che esprime i sentimenti più diffusi tra gli infermieri italiani, in gran parte donne. E' ima voce carica di rammarico per una condizione professionale non compresa né valorizzata a pieno. Reparti chiusi, servizi sottoutiliz­zati, corsie deserte sono la con­creta conferma e la drammatica conseguenza: nella sola Lombar­dia mancano circa 8 mila infermie­ri. Il problema, più sentito nelle regioni del Nord, è nazio­nale e le stime variano da 20 a 40-50 mila posti non coperti. Il nostro Paese vanta il più basso tasso di infermieristica per numero di abitanti in Europa contro il più alto tasso di medici.

domenica 27 luglio 2025

La collaborazione con Sandro Antoniazzi

Pochi giorni fa ci ha lasciato all'età di 85 anni Sandro Antoniazzi. Figura storica della Cisl milanese, nella quale ha militato dal 1958. Collaboratore di Pierre Carniti alla Fim, il sindacato dei metalmeccanici, è entrato nella segreteria della Cisl di Milano nel 1973, divenendo segretario generale nel 1979 fino al 1988, quando è stato chiamato alla guida della Cisl Lombardia. Incarico che ha coperto fino al 1992, quando ha lasciato il sindacato per ricoprire numerosi altri incarichi nella realtà milanese.

Ho incontrato Sandro in più occasioni, ma in particolare ho avuto modo di collaborare con lui nel periodo in cui ha guidato la Cisl regionale, ricoprendo il ruolo di responsabile dell'Ufficio stampa lombarda. In quel periodo Antoniazzi ha dato vita alla rivista "Politica e amicizia" insieme al segretario della Cgil Riccardo Terzi. Un trimestrale di approfondimento sindacale, polittico e culturale arricchito da numerosi contributi e dalle immagini del grande fotografo Uliano Lucas.
Antoniazzi ha scritto tantissimi libri su temi sindacali e sociali. Mi piace ricordare la sua "Lettera alla classe operaia" del 1983 e "Cambia il lavoro, cambia il sindacato. Venticinque anni dopo lettera alla classe operaia". Recentemente insieme abbiamo pubblicato il volume "Lavoro e cristianesimo" edito da Jaka Book nel 2019.


venerdì 5 gennaio 2024

La Cisl nel 2023. Annuario del lavoro

La Cisl crede profondamente nelle ragioni del confronto, non abbandona a cuor leggero i tavoli, neppure con il governo di destra, avendo come obiettivo il miglioramento dei provvedimenti e il raggiungimento dei risultati per cui si batte. Per il segretario generale Luigi Sbarra “lo sciopero è sbagliato”. Più volte durante l'anno si ripete più o meno simile lo stesso rito. Mentre la Cgil spinge per proteste sempre più dure, fino allo sciopero generale, la Cisl, pur consapevole delle difficoltà, punta al confronto con l'esecutivo.
Il 2023 cislino è caratterizzato in particolare per la campagna nazionale di raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla partecipazione “che deve diventare – sottolinea il leader dell’organizzazione – diritto fondamentale dei lavoratori e dei cittadini, leva centrale di un progresso socialmente sostenibile verso una prospettiva di vera democrazia economica”.

Dove ci eravamo lasciati? Puntuale come la caduta delle foglie, ecco in autunno lo sciopero della Cgil contro la manovra di bilancio. E, quasi automaticamente, ecco il deciso no della Cisl alla protesta. “Sbagliato il ricorso allo sciopero, ora servono dialogo e confronto”. E’ stato così nel 2021, lo abbiamo visto nel 2022, e il rito, è ormai quasi certo mentre scriviamo, si ripeterà anche quest’anno.
Ma facciamo un passo indietro. “Migliorare la manovra, contrattare le riforme” è lo slogan dell'assemblea nazionale dei delegati che la Confederazione convoca a Roma il 15 dicembre ’22 per ribadire il giudizio articolato sul disegno di legge di bilancio e incalzare governo, gruppi parlamentari e partiti a cambiarlo. 

domenica 10 dicembre 2023

Esperienze di confine. Il comprensorio Valle Camonica-Sebino

Il Comprensorio sindacale unitario Valle Camonica Sebino (dal 1981 agli anni 2000). Nei Quaderni della Fondazione A. J. Zaninoni

L'esperienza del sindacato: una narrazione condivisa tra ricordo e confronto. La raccolta delle testimonianze, a cura di  
Costantino Corbari. Darfo, 27.7.2023 

Buongiorno a tutti e grazie per questa occasione che mi permette di ritornare in un'area che ho frequentato ormai un po’ di anni fa. Un territorio ricco di esperienze, di storie e di vicissitudini umane e sindacali in particolare, che mi hanno sempre appassionato. Io ho un compito un po’ difficile, perché mi è stato chiesto di rivolgere una serie di domande a queste persone, tutti dirigenti sindacali di grande esperienza, cercando di far emergere tutto ciò che è ricco e bello di questa esperienza.
I Comprensori sindacali hanno una storia interessante. Sono nati nel 1981, guarda caso quando la Regione Lombardia approva una Legge che cancella i Comprensori istituzionali, e questo è già significativo: il sindacato ci ha messo dieci anni per arrivare a costruire i suoi, la Regione ne ha impiegati quasi dieci per cancellarli dopo averli immaginati. L'idea era quella di portare il territorio più vicino alle persone, ai bisogni, alle esperienze di lavoro, di impresa, sociali. E il sindacato ha proseguito su questa strada. 

domenica 8 gennaio 2023

Teresio Ferraroni (3): l'unità sindacale

Conversazioni con Mons. Ferraroni. Interviste fatte in occasione della realizzazione del libro "Lo sciopero di Giacomo" (1995) e del video per i 50 anni della Cisl di Lecco "Vietato calpestare le idee" (2000).

Non c'erano altri nuclei di lavoratori organizzati nelle fabbriche lecchesi, oltre ai raggi. Gli ideali più diffusi erano quelli marxisti. Quest'idea largamente accolta non creava l'urgenza di dare vita a nuovi gruppi. Era quasi scontato che gli operai seguissero il movimento comunista e socialista e questo sorse più come organizzazione cittadina che non localizzato nelle diverse aziende, come avvenne invece per i raggi. C'erano i gruppi partigiani, certo, i Gap. Nascevano con un obiettivo molto preciso: cacciare i tedeschi, riconquistare la democrazia. E il movimento operaio lecchese sostenne i sacrifici per la battaglia di liberazione cominciata nell'autunno del 1943. Ed ebbe i suoi deportati, i suoi morti nei campi di concentramento tedeschi.

mercoledì 19 agosto 2020

ANTONIO PIZZINATO 2 - Cgil - Ricordo di Pierre Carniti

Intervista realizzata per il volume “Pensiero, azione, autonomia. Saggi e testimonianze per Pierre Carniti”, a cura di Mario Colombo e Raffaele Morese, Edizioni Lavoro, Roma, 2016 

L’unità d’azione come fattore di cambiamento 
Hanno solo quattro anni di differenza e un percorso sindacale e politico simile, se non parallelo. Sindacalisti a Milano, l'uno nella Fim e l'altro nella Fiom, e a Roma, l'uno segretario generale della Cisl, l'altro della Cgil. Inizialmente su fronti avversi, sono stati attori di un cammino unitario che ha segnato l’esperienza sindacale dei metalmeccanici milanesi e non solo. Su posizioni aspramente contrapposte in occasione dell’accordo di San Valentino e il successivo referendum, ad un certo punto del loro lungo cammino si sono ritrovati contemporaneamente parlamentari, eletti nello stesso partito, l'uno in Europa e l’altro in Italia. Ma se nel periodo dell’attività politica sono state scarse le occasioni di incontro, è essenzialmente negli anni milanesi che nasce e si rafforza un rapporto che è vissuto di significative battaglie sindacali unitarie per la tutela dei lavoratori e la conquista di nuovi diritti oltre che dell’impegno comune contro terrorismo e stragi nere. 

giovedì 21 maggio 2020

ANTONIO PIZZINATO 1 - Cgil - Sesto San Giovanni (Mi)

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Dall’oratorio alla fabbrica. Il sindacato bianco nella Stalingrado d’Italia”, di Costantino Corbari, BiblioLavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2007

Antonio Pizzinato, nato in Friuli nel 1932, arriva a Sesto San Giovanni nel 1963, quando si sposa, e da qui non si sposterà più. I suoi numerosi incarichi, infatti, lo vedranno sempre tornare al luogo dove vive ancora oggi. Responsabile di zona dei metalmeccanici di Sesto dal 1964 al 1975, poi segretario della Fiom provinciale e regionale, della Camera del lavoro milanese e della Cgil lombarda. In segreteria nazionale dal 1984 al 1991 e segretario generale dal 1986 al 1988. Nel 1992 viene eletto deputato, ma nel frattempo è anche consigliere comunale di Sesto San Giovanni. Nel 1996, e fino al 2006, è senatore della Repubblica e sottosegretario al lavoro nel primo governo Prodi.

mercoledì 22 aprile 2020

REMO VIGANO’ - Fiom, Cgil - Lecco

Trascrizione testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Lo sciopero di Giacomo. Un secolo di solidarietà operaia a Lecco e nel suo territorio”, di Costantino Corbari, Periplo Edizioni, Lecco, 1995 

Sono nato a Lecco il 29.7.1929. Ho cominciato a lavorare a 10 anni in una fabbrichetta di Lecco, anche con lavoro a domicilio, e poi nel 1945 sono entrato in una piccola azienda, sempre a Lecco, al Seminario, prendendo il posto di mio fratello che era morto in guerra. Ho il titolo di studio di 5^ elementare. Si producevano macchine per fare candele. L'unica che c'era in alta Italia. Un bellissimo lavoro. Il principale di questa fabbrica era uno dei caporioni fascisti di Lecco, ma un brav'uomo. Era uno che faceva lavorare, a cui piaceva lavorare, ma aveva anche la passione del gioco delle carte. Aspettava che arrivasse l'orario per cambiarsi e correre a giocare al bar a giocare. Non voleva che ci si fermasse a fare gli straordinari, anzi, per lui otto ore erano già troppe. 

sabato 11 aprile 2020

PIO GALLI - Caleotto Arlenico - Lecco

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Lo sciopero di Giacomo. Un secolo di solidarietà operaia a Lecco e nel suo territorio”, di Costantino Corbari, Periplo Edizioni, Lecco, 1995 

Il capolavoro di Pio
Le fabbriche grandi erano una decina, quasi tutte metalmeccaniche. Vi lavoravano più di ottomila persone. Intorno alla città, lungo il lago e nella Brianza si contavano centinaia di piccole e medie aziende e una infinità di botteghe artigiane.
La guerra non aveva causato gravi danni: i bombardamenti avevano colpito soprattutto le vie di comunicazione. Per molte aziende, però, c'era il problema di riconvertire la produzione, da bellica a civile, e di adeguare gli impianti ormai invecchiati. Le macchine ricominciarono a girare subito. Il 2 maggio 1945, il giornale del Comitato di Liberazione di Lecco pubblicò un annuncio in prima pagina: "Ieri mattina, con il primo turno, gli operai hanno ripreso disciplinatamente il loro lavoro quotidiano". 
Trovare un posto non era un problema: gli operai che avevano lavorato a costruire materiale militare, gli uomini che erano fuggiti sui monti a combattere la guerra partigiana, i reduci cominciarono ad affollarsi davanti ai cancelli delle fabbriche.
C'era tra questi anche Pio, un giovane di Annone Brianza. A 18 anni, nel 1944, era entrato come partigiano nella 55A Brigata Rosselli. Due volte catturato, era sempre riuscito a fuggire. E ora cercava un lavoro.