giovedì 30 aprile 2020

MARIO IRIDILE 1 - Fisba, Cisl - Mantova

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Autonomia e contratti. Storie di sindacalisti della Cisl in Lombardia”, a cura di Guido Baglioni e Costantino Corbari, Edizioni Lavoro, Roma, 2006

Sono nato a Verona il 27 maggio 1936, primo dei 4 figli di Margherita e Giovanni, quest’ultimo scomparso. La nostra era una famiglia  povera: la storia della mia infanzia è infatti abbastanza tribolata. I primi anni di vita li ho trascorsi in collegio, tra Verona e Salò sul lago di Garda. Di salute gracile – all’epoca si mangiava poco e male essendo in piena guerra - rientrai in famiglia agli inizi del 1944. I miei si erano stabiliti a Mantova: ricordo che abitavamo in un monolocale in città, insieme ai nonni paterni, lui di area popolare, lei socialista. Mio padre, essendo antifascista, ebbe non pochi problemi a trovare lavoro perché non voleva prendere la tessera del partito. Mia madre, invece, forse perché aveva lavorato come domestica a Roma, mentre io ero in collegio, era di idee monarchiche. 

PIERFRANCO GOZZA - Falck – Vobarno (Bs)

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Memorie in tuta blu. Gli anni caldi dei metalmeccanici bresciani”, di Costantino Corbari, Edizioni Lavoro, Roma 2005

Sono nato a Vobarno il 26.9.1930 dove abito ancora oggi. Ho lavorato alla Falck del mio paese per 36 anni consecutivi. Sono entrato il primo settembre del ‘47 attraverso  la scuola professionale dell'azienda dove ho fatto un corso di disegnatore e aggiustatore meccanico. Eravamo in quaranta allievi poi, anche grazie all'intervento della commissione interna, che era composta da commissari vecchio stampo usciti dalla resistenza, siamo entrati tre, quattro ragazzi al mese. Ho lasciano la Falck nell'agosto dell'83.
Ho sempre fatto l'aggiustatore meccanico e quando sono andato in pensione ero operaio di quinto livello.
Anche mio nonno ha lavorato in Falck ed è stato capo sezione in trafileria.

mercoledì 29 aprile 2020

BENITO BENEDINI - Presidente Federchimica

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “L’idea del dialogo. Cultura del lavoro, contrattazione, relazioni industriali nella chimica italiana”, di Costantino Corbari, BiblioLavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2017

Sono entrato in Aschimici nel 1971 o ‘72, nel settore inchiostri da stampa. Allora l'associazione era divisa in tanti gruppi merceologici e dopo poco tempo sono stato nominato presidente del gruppo e ho iniziato a partecipare alla vita di Aschimici. Presidente era Fulvio Bracco, c'erano i rappresentanti di Montedison e, tra gli altri, era vicepresidente Leopoldo Varasi che si interessava soprattutto della parte sindacale. Alle riunioni intervenivo spesso sui vari temi di cui si discuteva e questo mi ha posto in evidenza, così un giorno Fulvio Bracco mi ha comunicato che avevano deciso di inserirmi nel consiglio direttivo di Aschimici. Avevo 38 anni e allora era molto difficile entrare in questi organismi. Io ho accettato e mi fu affidata la parte sindacale. 

GIOVANNI BIANCHI - Acli - Sesto San Giovanni (Mi)

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Dall’oratorio alla fabbrica. Il sindacato bianco nella Stalingrado d’Italia”, di Costantino Corbari, BiblioLavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2007

Giovanni Bianchi vive a Sesto San Giovanni, dove è nato nel 1939. Intellettuale e uomo politico, cattolico per formazione e impegno, è attore e testimone diretto delle vicende sestesi, dove è stato anche consigliere comunale, eletto nelle liste della Democrazia Cristiana. Presidente prima delle Acli lombarde e poi di quelle nazionali, è stato presidente del Partito popolare nella fase più travagliata dell’esperienza politica dei cattolici italiani. Dal 1994 al 2006 è stato deputato al Parlamento e attualmente è responsabile dei Circoli Dossetti di cultura e formazione politica.
Giovanni Bianchi si definisce “operaista bianco”. Suo padre lavorava alla Falck, alla manutenzione dei forni.

martedì 28 aprile 2020

ALESSANDRO PASTORE - Cisl - Milano

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Autonomia e contratti. Storie di sindacalisti della Cisl in Lombardia”, a cura di Guido Baglioni e Costantino Corbari, Edizioni Lavoro, Roma, 2006

I fascisti li ho conosciuti fin da piccolo, perché nella casa di ringhiera di Milano dove abitavo c’era la sede della Ronchi, una delle prime squadre nere della città. Era in via Panfilo Castaldi 32, la strada che univa corso Buenos Aires con la vecchia stazione centrale, in un quartiere relativamente nuovo. Lì sono nato il 19 febbraio 1916 e nel ‘17 mio fratello. Con noi, oltre ai miei genitori, viveva una nonna.
La mia era una famiglia socialista. Mio papà è morto nel ’19, quando avevo tre anni. Era un operaio specializzato, lavorava alla Stigler ed era iscritto alla Fiom. Era originario del Piemonte e prima di venire a Milano era emigrato in Argentina.

ANNA GILBERTI - Eredi Gnutti Metalli – Lumezzane (Bs)

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Memorie in tuta blu. Gli anni caldi dei metalmeccanici bresciani”, di Costantino Corbari, Edizioni Lavoro, Roma 2005

Sono nata a Villa Carcina il 28.2.50. Ho studiato fino alla terza media. Avevo 19 anni quando sono stata assunta come operaia alla Eredi Gnutti Metalli. Appena entrata in azienda mi hanno messo su una macchina per trafilare il filo. La Gnutti era una fabbrica leader, e ci lavoravano settecento persone. Era l’unica azienda di Lumezzane che non produceva ne rubinetti ne posaterie, ma semilavorati di rame e ottone che poi vendeva alle fabbriche della zona. C’erano reparti di fonderia e prima lavorazione.  Prima ho lavorato in un’officina dove c’erano solo cinque persone e il sindacato non era presente.

lunedì 27 aprile 2020

GIANBATTISTA CAVAZZUTI 1 - Fim nazionale, Cese Bruxelles

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Autonomia e contratti. Storie di sindacalisti della Cisl in Lombardia”, a cura di Guido Baglioni e Costantino Corbari, Edizioni Lavoro, Roma, 2006 

Sono nato a Modena il 16 settembre 1930, primogenito di 9 figli. Mio padre, Alfonso, era medico condotto, mentre mia madre, Marta Giuffredi, ha insegnato matematica fino al matrimonio, quando ha dovuto lasciare il lavoro per dedicarsi alla numerosa famiglia. Ho abitato a Modena fino al 1943 poi a causa della guerra siamo stati costretti a scappare a Sorbara da sfollati, in una vecchia casa di proprietà della famiglia del papà, che era numerosissima. In sostanza, vivevamo ammonticchiati gli uni sugli altri. Poco prima del termine della guerra siamo tornati in città, nella nostra casa, che nel frattempo era stata lesionata dai bombardamenti. 
A Modena, salvo il periodo trascorso fuori città per la guerra, ho compiuto quasi tutto il mio percorso di studi: ho fatto le elementari presso le Suore di Carità, le medie dai Salesiani e il liceo in una scuola pubblica. Dopo le superiori mi sono anche iscritto all’università ma poi ho abbandonato per seguire l'impegno politico e sindacale.

MARCO COMINASSI - Armi Beretta – Gardone Val Trompia (Bs)

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Memorie in tuta blu. Gli anni caldi dei metalmeccanici bresciani”, Edizioni Lavoro, Roma 2005

Sono nato a Gardone Val Trompia il 26.12 del 1930, vivo ancora a Gardone. La mia famiglia è una famiglia storica del posto. Si ricorda Nazareno Cominassi del 1500/1600. Sono sposato con due figli, un maschio e una femmina. La femmina è sposata e ho una nipotina. Il figlio no, è un insegnante di matematica, è ancora in casa, si avvicina ai 40 e pare non se ne voglia andare, visto che si trova bene con noi.

domenica 26 aprile 2020

EGIDIO BRESCIANINI - Marzoli Spa – Palazzolo sull'Oglio (Bs)

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Memorie in tuta blu. Gli anni caldi dei metalmeccanici bresciani”, di Costantino Corbari, Edizioni Lavoro, Roma 2005

Sono il 28.3.47 a Pontoglio e abito lì. Ho studiato fino alla quinta elementare e dopo ho frequentato l’avviamento serale. Sono stato assunto alla Marzoli a 15 anni. Appena entrato in azienda ho fatto poco più di un anno di apprendistato, poi sono stato scelto insieme ad un gruppo di persone per partecipare ad un corso interno di elettromeccanica per le macchine tessili guidato da un ingegnere e un perito. Ho imparato a capire gli schemi elettrici, il disegno meccanico, le regole della pneumatica.

BEPPE NAVA - Artigiano rilegatore - Brescia

Sintesi dell’intervista realizzata in occasione della pubblicazione del libro “Il beato fumatore. La curiosa storia della scuola bottega di Beppe artigiano”, di Costantino Corbari, Periplo Edizioni, Lecco, 1998

Beppe
Beppe impianta il suo laboratorio in un locale dell’appartamento che gli ha dato don Pietro, parroco di San Giovanni. Ha quasi quarant’anni ed è occupato come rilegatore nella tipografia della casa editrice La Scuola, però possiede già tutte le attrezzature indispensabili per lavorare in proprio. Dopo due decenni passati sui banconi della grande fabbrica si prepara al grande salto.
E’ un amore, quello per i libri, che viene da lontano. Il mestiere lo impara dal fratello maggiore, tipografo. Ma il suo è un rubare qua e là i segreti dell’arte di rilegare libri. Ovunque ce ne sia l’opportunità, si dà da fare per rimettere a nuovo libri antichi.