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venerdì 26 giugno 2020

ANNA ZANNINO - Kaos - Milano

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Non serve stare sui tetti. Il sindacato della contrattazione e della responsabilità”, di Costantino Corbari, BiblioLavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2014

Artigianato web 2.0
Vi rivolgereste mai ad un’azienda che si chiama Kaos? Ve l’immaginate un’impresa artigiana che porta questo nome? Che tipo di manufatti può mai produrre? E se per giunta scopriste che si tratta di un’attività di sole donne, dirette da una donna?
Ovviamente questo laboratorio artigiano esiste, si trova qualche gradino in basso rispetto alla Ripa di Porta Ticinese, uno dei luoghi più suggestivi di Milano, lungo l’Alzaia Naviglio Grande. Una piccola società che saputo risollevarsi dai colpi subiti dalla crisi attraverso un processo di cambiamento interno e un percorso di internazionalizzazione. Quando hanno iniziato a lavorare con il nuovo interlocutore giapponese questi si è presentato dicendo così: “Italiani, tutte donne, che si chiamano Kaos, no non esiste”. Per avere il via libera hanno dovuto inventarsi un nome apposito e un nuovo logo. Ora che la collaborazione è consolidata tutti le chiamano Kaos.

lunedì 15 giugno 2020

MARZIA BIANCHI MONELLI - Lubiam - Mantova

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Non serve stare sui tetti. Il sindacato della contrattazione e della responsabilità”, di Costantino Corbari, BiblioLavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2014

Conciliare per crescere
“Ma perché tu sei ribelle?  Perché voglio il mondo in Elle. Elle Lubiam, per natura, dello stile è la misura”. Una vecchia pubblicità trasmessa a Carosello negli anni '60, ormai mitico appuntamento della Rai, ricorda un'epoca che ha visto l'azienda di abbigliamento maschile di qualità collocarsi tra i marchi della moda tra i più noti. Un’attività cresciuta anche grazie a significativi investimenti in pubblicità: dalla televisione alla carta stampata, ai grandi avvenimenti sportivi. Il figlio del fondatore, l' industriale Edgardo Bianchi, rimasto al suo posto in azienda per 70 anni, si ispirò ad Henry Ford per produrre abiti in serie e portò le donne in azienda “perché gli uomini erano in guerra”. Si faceva vanto di non aver mai licenziato nessuno.

venerdì 29 maggio 2020

CAVALIER FRANCESCO VISMARA - Casatenovo (Lc)

Intervista realizzata in occasione della pubblicazione del libro “Affettato misto. La storia di Giorgio, operaio e sindacalista alla Vismara”, di Costantino Corbari, BiblioLavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2008 

D. Le cronache riportano date differenti sulla nascita della Vismara. Quando è iniziata la vostra attività? 
R. Mio nonno Francesco lavorava come operaio presso un salumiere di Milano che si chiamava Beretta e che aveva aperto per i suoi due figli un negozio a Casatenovo e uno a Barzanò. Il figlio destinato a Casatenovo non volle venirci. Il Beretta, non sapendo cosa farne di questo negozio, pensò di offrirlo a mio nonno Francesco. Lui rispose che lo avrebbe preso, ma che non aveva i soldi per pagarlo. Questo, però, non era un problema e glielo cedette sulla fiducia. Così mio nonno è venuto a Casatenovo. Era, credo, il 1890. Qui si è sposato con mia nonna Elisa, che era di Villasanta. Il viaggio di nozze consistette nell’andare in carrozza a Milano e tornare indietro. Insieme iniziarono a gestire il negozio che poi acquistò, ampliando col tempo l’attività. 
I figli maggiori, Luigi e Vincenzo furono chiamati alle armi durante la grande guerra e al loro ritorno, specialmente Vincenzo, si dedicarono completamente a quella che era ormai un’azienda. 

martedì 19 maggio 2020

CLAUDIO DE ALBERTIS - Presidente Assimpredil-Ance - Milano

Intervista realizzata in occasione della pubblicazione del libro “Angeli senza ali. Morti bianche e sicurezza sul lavoro. Il caso Lombardia”, a cura di Costantino Corbari e Angelico Corti, Edizioni Lavoro, Roma, 2008 

Concorrenza sfrenata 
Contrastare il lavoro nero, aumentare i controlli e la sorveglianza nei cantieri, per diffondere maggiormente la pratica della prevenzione e il rispetto delle norme, valorizzare le imprese che investono in prevenzione e sicurezza sono gli obiettivi per il futuro che si è data Assimprendil-Ance, associazione che rappresenta circa 7 mila imprese edili delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza. Li ha ricordati ai suoi associati, in occasione dell’assemblea annuale del 29 ottobre 2007, lo stesso Claudio De Albertis, presidente di Assimpredil-Ance dal 2006. Cinquantasette anni, milanese, De Albertis dal ’90 è presente nel mondo associativo sia nazionale che locale, con incarichi che vanno dalla presidenza del Centredil-Ance Lombardia alla presidenza dell’Ance nazionale. In parallelo continua ad occuparsi dell’azienda di famiglia, la Borio Mangiarotti, specializzata nella promozione e nella costruzione immobiliare, una delle prime società del settore ad ottenere la certificazione di qualità. 

mercoledì 29 aprile 2020

BENITO BENEDINI - Presidente Federchimica

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “L’idea del dialogo. Cultura del lavoro, contrattazione, relazioni industriali nella chimica italiana”, di Costantino Corbari, BiblioLavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2017

Sono entrato in Aschimici nel 1971 o ‘72, nel settore inchiostri da stampa. Allora l'associazione era divisa in tanti gruppi merceologici e dopo poco tempo sono stato nominato presidente del gruppo e ho iniziato a partecipare alla vita di Aschimici. Presidente era Fulvio Bracco, c'erano i rappresentanti di Montedison e, tra gli altri, era vicepresidente Leopoldo Varasi che si interessava soprattutto della parte sindacale. Alle riunioni intervenivo spesso sui vari temi di cui si discuteva e questo mi ha posto in evidenza, così un giorno Fulvio Bracco mi ha comunicato che avevano deciso di inserirmi nel consiglio direttivo di Aschimici. Avevo 38 anni e allora era molto difficile entrare in questi organismi. Io ho accettato e mi fu affidata la parte sindacale. 

venerdì 24 aprile 2020

STENO MARCEGAGLIA - Gazoldo degli Ippoliti - Mantova

Intervista realizzata in occasione della pubblicazione del libro “Angeli senza ali. Morti bianche e sicurezza sul lavoro. Il caso Lombardia”, a cura di Costantino Corbari e Angelico Corti, Edizioni Lavoro, Roma, 2008


Gruppo Marcegaglia. Progetto infortuni zero
L'accordo è frutto di un modello di relazioni sindacali partecipativo che si è consolidato nel corso degli anni nel gruppo Marcegaglia, azienda metallurgica leader nel mondo nel settore della trasformazione dell'acciaio.
Un’azienda costruita a immagine e somiglianza del suo fondatore, Steno Marcegaglia, presidente e amministratore delegato del gruppo, che si dimostra molto attento al problema degli infortuni e della sicurezza sul lavoro. 
Anche se non nasconde i limiti di ogni azione di prevenzione «perché - sostiene - la distrazione è sempre in agguato».