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martedì 9 giugno 2020

GIANBATTISTA CAVAZZUTI 2 - Fim nazionale, Cese Bruxelles

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Impegno e passione. Gli anni caldi della Cisl in Lombardia”, di Costantino Corbari, BiblioLavoro, Sesto San Giovanni (Mi), 2016

Sono nato a Modena il 16 settembre 1930, ho frequentato il liceo classico poi mi sono iscritto all'università, ma non ho concluso gli studi. La mia famiglia era numerosa, eravamo nove fratelli, io sono il più vecchio, mio padre era un medico condotto, guadagnava abbastanza ma nove figli erano pesanti da far crescere. Mia madre era laureata in matematica e insegnava a Torino fino a quando si è sposata, poi è rimasta a casa dedicandosi alla famiglia. 
Mio padre spesso lavorava dalle otto del mattino fino alle dieci di sera, era non solo il medico condotto ma il medico di tutte le confraternite religiose della città, naturalmente gratis perché non si faceva pagare. Tutte le mattine, prima di andare in ambulatorio, alle sette andava a messa e lo stesso mia madre, che era una fervente credente.
Sono cresciuto in un ambiente cattolico e il rapporto con la Democrazia cristiana è nato quasi naturalmente. Ho collaborato con Ermanno Gorrieri, che allora era soprattutto un ex capo partigiano delle Brigate Italia, molto stimato, molto conosciuto, che era stato nella segreteria della Camera del lavoro unitaria. 

lunedì 27 aprile 2020

GIANBATTISTA CAVAZZUTI 1 - Fim nazionale, Cese Bruxelles

Testimonianza raccolta in occasione della pubblicazione del libro “Autonomia e contratti. Storie di sindacalisti della Cisl in Lombardia”, a cura di Guido Baglioni e Costantino Corbari, Edizioni Lavoro, Roma, 2006 

Sono nato a Modena il 16 settembre 1930, primogenito di 9 figli. Mio padre, Alfonso, era medico condotto, mentre mia madre, Marta Giuffredi, ha insegnato matematica fino al matrimonio, quando ha dovuto lasciare il lavoro per dedicarsi alla numerosa famiglia. Ho abitato a Modena fino al 1943 poi a causa della guerra siamo stati costretti a scappare a Sorbara da sfollati, in una vecchia casa di proprietà della famiglia del papà, che era numerosissima. In sostanza, vivevamo ammonticchiati gli uni sugli altri. Poco prima del termine della guerra siamo tornati in città, nella nostra casa, che nel frattempo era stata lesionata dai bombardamenti. 
A Modena, salvo il periodo trascorso fuori città per la guerra, ho compiuto quasi tutto il mio percorso di studi: ho fatto le elementari presso le Suore di Carità, le medie dai Salesiani e il liceo in una scuola pubblica. Dopo le superiori mi sono anche iscritto all’università ma poi ho abbandonato per seguire l'impegno politico e sindacale.