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venerdì 4 febbraio 2022

La Cisl nel 2021

La Cisl ha un nuovo segretario generale, Luigi Sbarra, che sostituisce alla guida della confederazione Annamaria Furlan che lascia dopo sette anni. Nel pieno della crisi Covid e le pesanti conseguenze sul lavoro e le attività economica, la Cisl insiste - inascoltata - per la costruzione di un  nuovo patto sociale e il ritorno alle politiche di concertazione. Nel 2021 si apre la nuova stagione congressuale che ci concluderà nell'estate 2022. Contributo pubblicato ne l'Annuario del lavoro 2021  


La scelta di non sviluppare il confronto sui nomi in assemblea risponde pienamente alla cultura della Cisl, che tende ad evitare scontri e divisioni nominalistiche, lasciando la selezione alla discussione tra i gruppi dirigenti e portando poi la decisione alla verifica dei delegati.

Fino al momento del cambio della leadership, la Cisl appare attenta soprattutto al tema del confronto con il governo sulla costruzione del Recovery Fund e la destinazione delle consistenti risorse che l’Europa metterà a disposizione. La strada maestra, per Furlan, è la costruzione di “un nuovo e moderno patto sociale” e il ritorno alle politiche di concertazione che hanno contribuito a far superare all’Italia le fasi più difficili del suo sviluppo, nella convinzione che “il coinvolgimento delle parti sociali nei processi decisionali è indispensabile”.

lunedì 8 marzo 2021

La Cisl nel 2020

Nell'anno della pandemia la Cisl si batte per la salute e sicurezza dei lavoratori, la via maestra è un accordo nazionale e la contrattazione decentrata. Il rapporto non facile con il nuovo presidente di Confindustria. Contributo pubblicato ne l'Annuario del lavoro 2020

Un anno decisamente sofferto il 2020 sindacale. A causa della pandemia di coronavirus, il rapporto con il governo e con le imprese, gli ambiti consueti nei quali si sviluppa l’azione sindacale della Cisl, è stato particolarmente denso e contrastato.

L’esigenza di assicurare delle risposte efficaci ai rischi del Covid 19 nei luoghi di lavoro ha da subito evidenziato la necessità di definire regole di carattere generale valide per tutti e, allo stesso tempo, applicazioni adatte alle diverse realtà produttive. Quasi un modello per la contrattazione.

Ma nonostante la necessità di un confronto continuo tra le parti, proprio sulla questione del rinnovo dei contratti nazionali e sulla strada della contrattazione decentrata, il 2020, colpa anche dei toni particolarmente ruvidi con cui si è annunciato il neopresidente di Confindustria Carlo Bonomi, ha rischiato di essere un anno perso, se non di arretramento.